Il PC e Internet nelle PMI ha raraggiunto il 90%, il 68% ha un proprio sito web

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E’ un dato di fatto,

internet si rafferma sempre di più ed è diventato uno strumento indispensabile di lavoro.

L’osservatorio per lo sviluppo e l’utilizzo della banda larga ha recentemente pubblicato i risultati di una ricerca nell’ambito dell’utilizzo della rete ed ho trovato molto interessanti i seguenti punti:

A metà 2007, la penetrazione di PC e Internet nelle imprese ha raggiunto il 90%. La banda larga, invece, è presente nel 74% dei casi, con un incremento di circa 5 punti percentuali rispetto al 2006.

Tra i servizi on line utilizzati dalle imprese figurano soprattutto l’e-government e l’e-banking, mentre servizi telematici quali instant messaging e back up sono ancora poco diffusi.

Le imprese con un sito web sono il 68%, la maggior parte di queste lo utilizza esclusivamente come canale informativo, mentre solo il 19% permette di effettuare ordini on line.

PMI e la promozione in internet SEM e SEOAvere un sito web aziendale non posizionato e ottimizzato per gli indici dei motori di ricerca, è come non averlo.

Cercare di fidelizzare l’utenza, aggiornare i propri servizi e rendere, nel minor tempo possibile, conosciuti i prodotti e le novità, un lavoro che va pianificato e studiato caso per caso cercando sempre di avere una giusta collocazione negli indici di ricerca.

Un problema di cui mi sono più volte occupato è la pertinenza dei risultati rispetto ai contenuti del sito web; quante volte vediamo i nostri prodotti in risultati o caregorie non pertineti alle ricerche fatte?

Anche questo è un fattore dispersivo, è lavoro del SEM correggere queste casistiche che, con l’aiuto del SEO, vanno ad ottimizzare per fare in modo che l’utenza “interessata” abbia risultati che siano l’obbiettivo della ricerca. I realizzatori web, le imprese italiane che si fanno realizzare un sito web, non hanno questa visione d’insieme e inevitabilmente, si traduce in perdite di visite e potenziali clienti.

Per quello che ci riguarda, si moltiplicano le richieste di preventivo e questo non può che far sperare in PMI italiane, al pari di altre realtà europee, che investono in internet la gran parte dei budget per la promozione aziendale e la presenza in internet.

Ma qual’è il rapporto tra le Web Agency, SEM e SEO in Italia rispetto le piccole e medie imprese?

Non è facile descriverlo, la maggiore difficoltà è superare la sfiducia o l’incredulità dei servizi proposti e gli scenari che si presentano sono diversi e molto particolari:

  • Il primo è la scarsa conoscenza, l’ignorare il lavoro necessario per raggiungere determinati risultati.
  • Il secondo, l’utilizzo di internet come svago e non come veicolo utile per avere contatti, apprendere informazioni e perché no, osservare i competitors.
  • Terzo, precedenti incarichi a SEO che non ha prodotto effetti o risultati sperati.
  • Ultima, la paura dei costi.

Il costo; continuo a sostenere che la politica dei piccoli passi fatta sulla reciproca fiducia, il raggiungimento di mete possibili, risultati concreti, crescita di visite e ROI, non possono che confermare che il costo di una promozione web professionale è un valore relativo se ci sono i dovuti risultati. E’ vero che l’investimento a volte potrebbe sembrare eccessivo ma va comunque calcolato anche il ritorno d’immagine, i contatti che si generano, i contratti in più che si chiudono, l’allargamento ad altre piazze o mercati italiani ed esteri.

Entrare nell’ottica del cliente, conoscere il prodotto, il servizio, strutturare strategie che si trasformano in traffico, richieste e contatti, una possibilità di crescita e di “collaborazione” tra imprese.

Chi richiede servizi di posizionamento nei motori di ricerca spesso incorre in piccole forzature tipo: imporre strategie, parole chiave e magari fare proposte assurde di pagamenti basati su raggiungimenti di mete impossibili, per chi conosce il mondo della promozione negli indici di ricerca, una folle presunzione che difficilmente il serio professionista del web può comprendere o accettare se non a fronte di costi per il cliente elevatissimi. Ma perché allora non affidarsi completamente?

In questo, le aziende italiane ancora stentano a comprendere che un servizio di promozione web è il frutto di una serie di analisi, modifiche, ottimizzazioni e basata su esperienza e professionalità, non è un prodotto, è un servizio personalizzato che non è pacchettizzabile in promozioni a costi fissi.

L’investimento è tanto per l’azienda SEO quanto per l’impresa che vuole essere collocata con il proprio sito web in vetta ai risultati dei motori di ricerca. In questo periodo è il momento di pianificare tutte le strategie per l’anno prossimo, si comprenderà l’impegno di queste ore ma non nascondo la soddisfazione di vedere un sempre crescente interesse nel tempo delle imprese che si sono affidate alla via della comunicazione multimediale internet.

La promozione web per le imprese è una possibilità, un valore aggiunto che non si dovrebbe sottovalutare, i ringraziamenti che riceviamo dalle singole ditte che ci rinnovano la collaborazione ogni anno, sono motivo d’orgoglio e soddisfazione che non sappiamo e non vogliamo assolutamente quantificare, ci piace condividere gli entusiasmi su i risultati, per questo ringraziamo chi, ci ha dato la fiducia di poter dimostrare in fatti, il nostro umile lavoro.

Alessandro Vitale

DBATrade Web Marketin per PMI

Il web e le potenzialità della PMI italiana

Articoli Web Marketing

6 pensieri su “Il PC e Internet nelle PMI ha raraggiunto il 90%, il 68% ha un proprio sito web

  1. Questo incremento della diffusione delle nuove tecnologie tra le piccole e medie imprese è certamente un fatto positivo, sia da un punto di vista culturale (si sa che in Italia siamo sempre un po’ refrattari), sia ovviamente per il nostro lavoro.
    Bisognerebbe capire però quali siano i parametri di indagine e la base statistica di riferimento, perchè parlare genericamente di PMI non ha molto senso (non mi riferisco al tuo articolo, Alex, ma proprio alla natura dello studio così come ci è stato presentato): bisognerebbe considerare il settore economico, il target di riferimento ecc.

    In primo luogo dovrebbe essere la pubblica amministrazione a migliorare l’interazione con il cittadino lascia, per certi versi, molto a desiderare: in questi giorni si veda ad esempio il famigerato “Click day” (la presentazione per via telematica delle domande di assunzione di lavoratori extracomunitari), oppure le procedure di invio dei modelli 770 (l’anno scorso ho avuto esperienze tragiche, spero che ora abbiano migliorato), o ancora il pagamento delle ritenute d’acconto che risulta – per loro natura – spesso più scomodo da eseguire online che allo sportello.

    Bene insomma, ma credo bisognerebbe investire di più a livello di pubblica amministrazione, perché su quel fronte i freni “strutturali” sono ancora forti… poi tutto il resto verrà da se.

  2. Ciao Matteo,

    si ho letto in un tuo ultimo articolo la difficoltà della gestione di questi siti istituzionali che dovrebbero facilitare alcune funzioni, il primo passo c’è stato, io la vedo così, sempre meglio di file indecenti. Che si possa migliorare, d’accordo sbagliando s’impara, speriamo che riescano ad ottimizzare al più presto tutto.

    Per la statistica alla quale mi riferivo, era l’utilizzo della banda larga nelle imprese italiane, logicamente le sigle servono a poco o a niente come PMI, il campione non è pubblico e chi ha fornito le statistiche non ha specificato come da te giustamente osservato.

    Di fatto però le richieste aumentano e questo fa sperare bene sia per le imprese che per noi, di fatto le difficolta a dialogare con referenti d’azienda in merito a marketing web e promozione nei motori di ricerca, c’è e non la si può sotto valutare.

    Per la pubblica amministrazione, si cerca di fare informazione e sai quanto tempo richiedono determinate cose, tuttavia devo notare che per quanto si scrive, gli effetti sono marginali, chi sottopone domande di solito punta ad avere prezzi e costi più che capire cosa si sta per andare a fare. Questo è un tragico errore dove è possibile incappare in persone non professionali che approfittano della situazione.

    Non credo che ci siano canali pubblici che promuovano o istruiscano aziende e piccole imprese sull’importanza di internet, bello un tuo articolo dove si parlava di una Camera di Commercio che aveva promosso un’iniziativa al fine di promuovere l’utilizzo di internet e dell’advertising online, un raro caso d’intelligenza e proiezione verso il futuro.

    Bisognerebbe ripetere questi incontri e lasciando fuori pubblicità occulte visto che i vari seminari, forum GT, SES eccetera, non fanno altro che promuovere loro stessi più che le aziende e gli imprenditori; una necessità fisiologica di istruire più che nuovi SEO, dei nuovi potenziali clienti ma l’Italia, è sempre un caso a parte!

    Grazie,

    Alex

  3. Salve Alex,

    ho già letto con interesse e condivido le opinioni contenute nel tuo articolo sulle nuove forme di risparmio energetico. Le PMI italiane dovrebbero investire sempre più sulle fonti energetiche alternative, dato che ci si avvia sempre più di gran lena verso anni di dura lotta alla sopravvivenza dell’intero pianeta.

    Ecco dopo l’excursus ecologico :), approdo con piacere su questo nuovo interessante post sul grado di alfabetizzazione informatica delle nostre care piccole e medie imprese e del loro ‘particolare’ rapporto con le nuove frontiere della promozione online.

    Come ben scrivi, rispetto di altri paesi europei, in Italia circola parecchia disinformazione, le PMI sono sicuramente consapevoli dell’importanza del mezzo internet come fonte di guadagno. Iniziano a muoversi, purtroppo però serpeggia un’insana mala informazione condita da fallaci credenze fomentate da “pirati informatici” con pochi scrupoli :)

    Nei pochi casi in cui la piccola impresa di turno si è affidata alle cure dei suddetti consulenti-professionisti “improvvisati”, dispensatori di stratosferiche promesse di guadagno e di scarsissima informazione, con inevitabile fallimento finale, essa ha assistito ad un inevitabile fallimento, creando ulteriore senso di sfiducia nel mezzo in questione.

    Credo, quindi, sia dovere di noi umili professionisti e consulenti SEO, SEM, ecc… proporre ai piccoli e medi imprenditori, cardini dell’economia nostrana, appoggio ed informazioni corrette sulle reali possibilità di crescita con l’aiuto delle nuove forme di promozione e marketing online, sull’approccio analitico da adottare in fase progettuale nell’individuare la propria nicchia di mercato, il reale target di riferimento, sulle strategie più efficaci e meno dispendiose per contattare e catturare il cliente realmente interessato.

    In poche parole, abbisognano innanzi tutto di una guida sicura che li aiuti a scegliere IL PERCORSO, magari più lungo, ma di certo più duraturo e con il maggior ritorno sull’investimento iniziale.

    Meno Interessi Condivisione… utopico, eh!? :D

  4. Ehemm;

    a sapere il tuo nome…

    Si, sono in gran parte d’accordo ma ci sono le eccezioni che confermano le regole e devo dire che quanti mi hanno ad oggi contattato e accettato un intervento di web marketing finalizzato al posizionamento nei motori di ricerca, sono delle testimonianze oggettive di quanto è possibile fare con il mezzo di comunicazione di massa che utilizziamo; il web.

    E’ vero che tanti operatori, aziende e piccole e medie industrie si scontrano con realtà “improvvisate” in questo settore, web agency che dicono e promettono posizionamenti nei motori di ricerca che poi raccolgono pochi risultati sfiduciando ma fa parte del gioco anche se in qualche maniera va a favore di chi opera con convinzione e cooperazione con le aziende che investono capitale nella promozione web. Anche quello è marketing e l’azienda che sceglie di risparmiare affidando a webmaster e web agecy la comunicazione e il business online, hanno poco da poter recriminare se non in una scelta errata in partenza e un possibile danno da dover sanare.

    La guida sicura a cui fai riferimento è di certo l’esperienza, il problema è che nelle aziende gli addetti al marketing o alla comunicazione, addetti stampa ecc… sono un poco troppo a digiuno del mezzo informatico via web e danno maggiore rilevanza a metodi “tradizionali” per le loro promozioni; l’informazione che si fa è comunque a servizio dell’utenza e questo stesso blog ha anche questa finalità che rende a me in quanto operatore nel settore quanto a chi è a digiuno in materia. Le segnalazioni di mail marketing e i famosi avvisi Google Top, sono la dimostrazione di come è facile trovare persone disposte ad investire poche centinaia di euro in confronto ad una azione SEO professionale che includa quanto necessario per poter essere in vetta ai risultati degli indici di ricerca e Google su tutti.

    Il percorso… è ormai per me uno slogan finalizzato ad incoraggiare chi è sfiduciato a provare il web marketing con investimenti step by step, di partenza comunque un investimento ci deve essere e anche l’immagine fa la sua parte, navigabilità, accesso alle informazioni e i sistemi di fidelizzazione e finalizzazione delle visite ecc… completano il tutto.

    Molti sono gli operatori che utilizzano sistemi a link sponsorizzati trascurando i risultati organici, una soluzione “fai da te” che ha il suo costo che, a secondo del settore, ha comunque un’investimento da tenere sempre sotto stretta sorveglianza e che spesso costa anche più di una azione SEO; l’equilibrio sta a trovare il giusto compromesso con il ritorno degli investienti fatti, non è una novità e non dico nulla di eccezionale; è anche vero che in alcuni casi, l’esplosione di richieste ha posto aziende in condizione di dover fare i conti con un accrescimento di personale e organizzazione per confermare tutte le richieste ma credo sia sempre meglio di avere un sito web che non generi traffico o che sia una vetrina dalla quale, mai nessuno chiederà o comprerà niente.

    La scelta di SEO e SEM professionali non possiamo imporla a nessuno, è un rischio anche quello che l’azienda deve fare, le referenze e i risultati già ottenuti sono comunque e sempre degli ottimi sistemi di misura per chi offre un servizio e per chi lo richiede, non ho idea di quanti preventivi si fanno nel corso di un solo mese, non tutti si finalizzano ma tanti altri, dopo analisi di costi, serietà nelle risposte, notorietà ecc… hanno la loro valenza, se Pippo dietro casa fa il lavoro a 1/5 di quanto chiesto da un SEO professionale, sarà affar suo e di chi ha optato per quella scelta ma lo stesso può capitare a fronte di investimenti molto elevati di grossi SEO, ho già scritto di questi casi ed è una realtà triste per quelle PMI che credono nel mezzo ma non possono permettersi di investire cifre da capogiro, in questo ci sarebbe da riflettere, le PMI dovrebbero fare le loro considerazioni come Confindustria e le Associazioni dei Consumatori perché il Made in Italy sia sempre più presente nel mondo del web affidato a seri e comprensivi SEO e rivolto verso le piccole e medie imprese italiane.

    Immagino le polemiche di questo mio commento; ormai incomincio a farci l’abitudine… grazie per avermi dato la possibilità di esprimere ulteriori concetti e spero presto di poterti leggere nuovamente.

    Carissimi saluti,

    Alex

  5. Alex,
    grazie a te per l’esaustivo commento di risposta.

    Mi faccio subito perdonare per aver dimenticato il nome in firma nel post precedente, rea la concitazione :). Mi chiamo Mirco, lavoro da circa 5 anni dietro le quinte del SEO italiano, in verità i miei primi contatti con il mondo internet si perdono più in là negli anni :) …ma questa è un’altra storia. Mi riconosco un’insormontabile ritrosia nel cavalcare la nuova onda del web sociale. Non sono un bravo paroliere della rete, oltretutto sono irrimediabilmente riservato, insomma le due cose assieme sembrano miglia distanti dalla perfetta figura dell’espero web marketer odierno, ma per me… vale! :)

    Il tipo di approccio a step cui accenni nel post è proprio il nocciolo della questione. Anch’io, dagli albori, mi sono imposto di percorrere una strada molto simile. Credo sia la via migliore approcciare il mio cliente (la piccola-media-familiare impresa con budget limitati) gradualmente, coinvolgerlo in quello che, in fin dei conti, sarà il SUO progetto d’investimento online, dimostrare l’efficacia delle piccole strategie che man mano si vanno sviluppando… piccoli ma buoni risultati.

    D’accordissimo infine con quanto scrivi nell’ultimo capoverso…

    sagge parole le tue… una “pellicola” vista, personalmente, diverse volte!

    Spero solo che la mia grande affezione per la “correttezza” e la “comprensione” non mi riduca a povero eremita ;)

    Saluti e a presto,

    Mirco :)

  6. … Mirco,

    lo avevo letto nel sito ma non sapevo se eri tu a scrivere o qualche altro tuo collega.

    Non è il tipo di approccio, credo che dopo tanto parlare e dopo grandi delusioni di SEO social forum dedicati al settore… hanno fatto molto parlare ma di concreto ben poco se non un uno sfruttamento dell’utenza a pubblicità o eventi pagati a caro prezzo con contenuti discutibili, una necessità quindi obbligata che con l’arrivo di risultati (fatti e non chiacchiere), il cliente si sente più invogliato a dare fiducia.

    Scrivevo in Frattura tra Web Agency e clienti proprio alcuni dei concetti sopra descritti ma non è solo questo che deve fare riflettere; troppo spesso date le situazioni economiche, le grandi aziende tagliano budget per la pubblicità, il marketing e la comunicazione esterna con scelte obbligate a piccoli o improvvisati del web marketing al fine di ottimizzare i costi ma… quando un potenziale cliente richiede un intervento per un sito “punito” da Google per azioni chiaramente spam; che cosa gli si va a raccontare?

    In questo la piccola e media impresa con target di settore e mercati di nicchia, hanno saputo cogliere l’attimo e l’investimento fatto nel web li ha portati a concorrere commercialmente con realtà più grandi ma “sprovvedute” in internet; questo dovrebbe far riflettere ancora di più quanti immaginano un posizionamento nei motori di ricerca tuttavia, i costi sembrano essere sempre troppo elevati dimenticando che… il ROI è il fattore che si dovrebbe tenere in considerazione e non l’investimento iniziale. D’accordo, è pur sempre un investimento ma se “possibile” e non “astronomico” si potrebbe affermare con una certa sicurezza che l’investimento viene ripagato nel corso del primo anno di lavoro per poi crescere nel tempo, questo in casi limite ma per alcuni settori, tu mi hai giustamente riferito di una determinata fascia d’utenza, i ricavi potrebbero avvenire anche in tempi più brevi.

    Comprenderai che le casistiche sono innumerevoli ma aumenta in modo esponenziale la richiesta di collaborazione, questo dato mi fa ben sperare, il famoso business to business, web agency che delegano la parte SEO lavorando in sinergia con strutture come la mia, inevitabile dire che spesso tra grafica e posizionamento ci si arriva a perdere la pazienza ma ad ognuno il suo e i risultati sono incoraggianti e più sicuri per il cliente finale che si ritroverà un prodotto software valido e competitivo nei motori di ricerca.

    Parlavo proprio ieri con una “nuova amica” che è nel settore della grafica, (nuova perché una persona che mi conosce e che utilizza un blog da me posizionato, mi ha messo in contatto con lei…) per forza di cose la loro agenzia è arrivata anche alla realizzazione di siti web e chiedeva informazioni per quello che riguarda il posizionamento nei motori di ricerca; è’ chiaro che un SEO onsite nella struttura di una web agency è l’ideale ma lei conveniva che talvolta, i costi non sono alla portata di tutti e l’andamento altalenante del mercato “rischioso” per avere figure così specifiche nel proprio organico. La collaborazione esterna con Agenzie di Web Marketing è un’ottima alternativa oltre che sicura, non avendo loro la possibilità di valutazione per aspiranti SEO e da quello che ho capito, anche la strada più veloce per finalizzare progetti di una certa entità e competitività.

    Non credo di essere un saggio, la correttezza e l’onestà, sono fattori ormai rari e visti i tempi, meglio distinguesi!

    Eremita? Non ti preoccupare, ti faccio compagnia volentieri!

    Grazie,

    Alex

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