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AltoMareBlu di DBATrade Si sa, la nautica è un settore molto particolare in Italia, la violazione frequente delle royaltys, copia spudorata di carene è ormai storia di questo settore ma se qualche sprovveduto cantiere nautico ancora si avventura in questo sentiero poco edificante, non ci si può aspettare una cosa simile da una associazione di progettisti come As.Pro.Na.Di. ma… ci sono da fare delle premesse sulla natura della stessa Associazione dei giorni nostri e l’origine di Aspronadi, tanto se ne è parlato in AltoMareBlu e nello specifico negli articoli:

Vi consiglio di leggerli per avere una infarinatura generale della “pastetta” di poco sapore che ne esce fuori e di come sia facile confondere tradizione marinaresca e progettazione con altro che non oso definire ma i lettori sanno farsi una loro opinione e quindi, mi limiterò a descrivere i fatti.

Facciamo prima una precisazione: AltoMareBlu è una realizzazione di DBATrade di Alessandro Vitale che ne detiene tutti i diritti, lo stesso vale per il dominio e i dati sono pubblici ma li riporterò per facilità di consultazione:

Domain name: ALTOMAREBLU.COM

Registrant: Dbatrade di Alessandro Vitale
via M.T. di Calcutta, 4 Crespellano, 40053 IT
Administrative Contact: Vitale, Alessandro info(at)dbatrade.com
via M.T. di Calcutta, 4 - Crespellano, 40053 IT
Technical Contact: Vitale, Alessandro info(at)dbatrade.com
via M.T. di Calcutta, 4 - Crespellano, 40053 IT

AtoMareBlu-dbatradeSul sito i riferimenti non mancano e in tutte le pagine sembra abbastanza evidente il copyright ma visto che per essere chiari non si devono lasciare dubbi, esiste anche una pagina di Note Legali del Blog che spiega uso e limitazione degli amministratori, degli editori e degli utenti: Note Legali AltoMareBlu.

Anche in quella pagina mi sembrano evidenti e chiare le disposizioni e le limitazioni che regolamentano il Blog; non per tutti a quanto pare…

IL CASO ASPRONADI:

Copiare e incollare, in Wikipedia si legge:

Nell’uso del computer, il copia e incolla (copy & paste in inglese) è un diffuso e semplice modo per riprodurre testo o altri dati da una posizione all’altra.

Diritti d’autore:

Il diritto nasce al momento della creazione dell’opera, che il codice civile italiano identifica in una «particolare espressione del lavoro intellettuale». Quindi è dall’atto creativo che, incondizionatamente, il diritto si origina; non vi è pertanto alcun obbligo di deposito, di registrazione o di pubblicazione dell’opera (a differenza del brevetto industriale e dei modelli e disegni di utilità che vanno registrati con efficacia costitutiva). Tuttavia, tali forme di pubblicazione costituiscono una manifesta e facilmente dimostrabile attribuzione della paternità (specie in caso di controversia).

L’autore ha la facoltà di sfruttare la propria opera in ogni forma e modo. Questa facoltà discende non tanto dall’esistenza del diritto d’autore, ma piuttosto dal riconoscimento anche a livello costituzionale della libertà di iniziativa economica privata.

Ciò che il diritto d’autore riconosce al creatore di un’opera sono invece una serie di facoltà esclusive, per impedire a terzi di sfruttare economicamente la propria opera. La legge riconosce in particolare le seguenti facoltà esclusive:

  • pubblicazione
  • riproduzione
  • trascrizione
  • esecuzione, rappresentazione o recitazione in pubblico
  • comunicazione al pubblico, ovvero diffusione tramite mezzi di diffusione a distanza (telegrafo, telefono, radiodiffusione, televisione e mezzi analoghi, tra cui il satellite, il cavo e la stessa internet), compresa la sua messa a disposizione del pubblico in maniera che ciascuno possa avervi accesso nel luogo e nel momento scelti individualmente (le cosiddette fruizioni on demand)
  • distribuzione
  • traduzione e/o elaborazione
  • vendita
  • noleggio e prestito.

Tutti i predetti diritti sono indipendenti l’uno dall’altro: l’esercizio di uno non esclude l’esercizio di tutti gli altri. Inoltre tali diritti riguardano sia l’opera nel suo insieme, sia in ciascuna delle sue parti.

Il diritto consiste di due elementi fondamentali: il diritto morale e il diritto di utilizzazione economica. Il primo è strettamente legato alla persona dell’autore e, salvo casi particolari, tale rimane, mentre il secondo è originariamente dell’autore, il quale può cederlo dietro compenso (ma anche gratuitamente) ad un acquirente (licenziatario), il quale a sua volta può nuovamente cederlo nei limiti del contratto di cessione e della legge applicabile, fermi i diritti morali.

Per la copia delle immagini sempre in Wikipedia si legge:

La legge italiana sul diritto d’autore prevede espressamente all’art. 13, che “il diritto esclusivo di riprodurre ha per oggetto la moltiplicazione in copie diretta o indiretta, temporanea o permanente, in tutto o in parte dell’opera, in qualunque modo o forma, come la copiatura a mano, la stampa, la litografia, l’incisione, la fotografia, la fonografia, la cinematografia ed ogni altro procedimento di riproduzione.”

Quindi, a meno che chi detiene il copyright sull’opera d’arte (ad esempio l’autore o i suoi eredi) non ti abbia espressamente autorizzato a riprodurre l’opera, non puoi in alcun modo procedere a riprodurre o a utilizzare a nessun titolo quanto sopra descritto.

Screenshot:

Nell’ambito dell’informatica, la screenshot è il risultato della cattura (istantanea) di ciò che è visualizzato sul monitor del computer. Va precisato che, nella terminologia inglese, la screenshot indica solo il processo che cattura l’area dello schermo e che la memorizza nel buffer di sistema, in modo da poterla trasferire (incollare) in un documento. Nella terminologia italiana, invece, screenshot ha un significato più esteso, che comprende la memorizzazione della cattura dello schermo direttamente in un file (in inglese, tecnicamente detto screen dump), l’immagine riprodotta (per esempio a mezzo stampa) o la composizione di un filmato da una sequenza di catture dello schermo (in inglese, tecnicamente detto screen capture).

Millantare:

Mentire, spacciare per vero qualcosa che non lo è aumentandone esageratamente anche qualità che non gli appartengono…

Chiariti alcuni punti e normative, leggi, il sapersi comportare, ecco alcuni screen dump che inequivocabilmente chiariscono le copie “trafugate” da AltoMareBlu ma andiamo per gradi:

Dal Sito AltoMareBlu:

Premio Marincovich di AltoMareBlu Premio Carlo Marincovich su AltoMareBlu

Testi di Antonio Soccol, immagini di Tito Mancini e Alessandro Vitale, presenti al Premio Carlo Marincovich presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare di Roma…

Il copia e incolla sul sito AS.Pro.Na.Di. in un file .pdf e pubblicato nella sezione “news” del loro sito web:

 Testi e immagini copiati sul sito ASPRONADI La violazione dei diritti d'autore fatta da ASPRONADI

Che dire, testi, immagini, titoli, categorie del blog AltoMareBlu e quant’altro, non lasciano molti dubbi… hanno proprio copiato, che bravi! Complimenti, non c’è altro da aggiungere vero? Purtroppo non è così perché non ho gradito questa brutta copia ed ho deciso, bonariamente, di richiederne la rimozione e… le sorprese sono diventate molte di più di quelle che potevo solo lontanamente immaginare.

Io non ho problemi con AS.Pro.Na.Di., non ne ho con nessuno degli editori di AltoMareBlu, ad essere obiettivi, non avere vincoli ne economici ne pubblicitari, rende liberi e permette di esprimere democraticamente la propria opinione. Raramente si è stati costretti a “moderare” commenti volgari o inopportuni; si, AltoMareBlu è un Blog “moderato” ed è necessario al fine di frenare lo spam e i tanti furbetti che inviano commenti pubblicitari per le loro attività, prodotti, barche ecc…

Ma torniamo ad Aspronadi; un errore nel loro sito web non è difficile da immaginare. Il sito è fatiscente, utilizza frames e si vede che è seguito da qualche sprovveduto volontario che ha fatto un pasticcio tecnico inguardabile e per renderlo quanto meno appetibile da un possibile lettore, inserisce contenuti d’interesse come quelli proposti da professionisti del settore nautico ed appassionati, giornalisti, copywriters, addetti stampa ecc. come in AltoMareBlu… copiare ed incollare, che male c’è, chi se ne accorgerà mai? Mosso da tantissima comprensione verso quanto già letto su Aspronadi in AltoMareBlu, mi sono convinto che sarebbe stato “corretto” avvisarli della loro illegalità nei confronti della mia ditta (DBATrade di Alessandro Vitale) e che, rimuovendo i contenuti entro le 48 ore dalla segnalazione, avrei chiuso un occhio. Il giorno 20 Giugno, ho deciso di contattare ai numeri presenti sul loro sito, i responsabili per proporre questa mediazione alla loro indiscutibile e chiara violazione della legge italiana ecc…

Numeri che ho più volte fatto perché risultava, ad uno il messaggio elettronico di un telefonino non raggiungibile o spento, al fisso, un fax e già questo mi ha fatto molto pensare, poi… dopo due giorni di tentativi (era ormai quasi un passatempo), nel tardo pomeriggio del giorno 22 di Giugno  mi risponde l’addetta alla segreteria (cosi si legge sul loro sito). Dopo una breve spiegazione dei fatti e della mia necessità di risolvere il problema, mi forniva il nome e il cognome del “Segretario” di Aspronadi, tale Franco Gnessi e a corredo, un numero dove poterlo contattare… troppo facile e infatti non mi ero accorto che il numero che mi era stato fornito era lo stesso al quale il famoso fax mi aveva sempre risposto!

Il giorno seguente ricontatto l’addetta della segreteria, le racconto del fax e dell’urgenza di risolvere al più presto la cosa ed evitare di incaricare il mio legale, mi viene così fornito il numero diretto dell’ormai famoso fax; pardon… segretario di Aspronadi e subito, ho chiamato, non scenderò nei particolari della telefonata che ha i suoi picchi di assurdità ma posso riferire che il segretario, sempre il tale Gnessi, ha acconsentito alla rimozione di quelle immagini e di quei testi “copiati” da AltoMareBlu e questo basta per ammettere il loro errore, porre rimedio ed augurarci che la prossima volta contattino la DBATrade di Alessandro Vitale per eventuali concessioni o autorizzazioni all’utilizzo di foto o “citazioni” dei contenuti con esplicite indicazioni del link della fonte e quanto disposto per legge.

Oggi siamo al giorno 28 Giugno, sette giorni dopo quella bizzarra telefonata e… ho controllato il loro sito web e non mancano le sorprese ma guardate voi con i vostri occhi:

Dal sito Aspronadi Testi copiati dal sito AltoMareBlu

Google dice:

Aspronadi su Google con i testi copiati da AltoMareBlu

Dunque: ad aver tolto il link dalla pagina delle news al file .pdf è stato fatto ma… il file copiato con testi ed immagini è ancora li dov’era e quindi, la violazione c’era e rimane e Google conferma dal suo indice che la pagina risultante è sempre quel famoso file che è la prova della violazione dei diritti d’autore.

Caro segretario Franco Gnessi di Aspronadi, rispondo apertamente attraverso il mio blog con dei fatti, non solo lei ha ammesso di aver copiato, nel file cita un nome ed un cognome che avrebbe autorizzato la pubblicazione di quei contenuti e di quelle immagini; è falso, lei avrebbe potuto pubblicare solo il “comunicato stampa” che ho ricevuto dalla Segreteria del premio Marincovich e non da “As.Pro.Na.Di.” come lei ha erroneamente detto telefonicamente, non è autorizzato a pubblicare alcunché del sito AltoMareBlu e sottolineo, diversamene da come mi ha riferito al telefono, lei (Franco Gnessi) come il presidente (Giovanni Ceccarelli) e il consiglio direttivo dell’associazione, siete responsabili di quanto pubblicate sul sito web Aspronadi.

Ha fatto una promessa che non ha rispettato, la rimozione di una pagina. “Cancellare” non significa rimuovere solo il collegamento link da un’altra pagina come è stato fatto e siccome io non vendo broccoli (con tutto il mio rispetto per la categoria) e come lei stesso ha affermato di non capire nulla di web, in qualità di architetto saprà benissimo cosa significa il diritto d’autore, la sua interpretazione e buona fede che tanto mi ha sottolineato, non ha alcun valore e mi chiedo: ma il resto delle “news” che voi pubblicate in quella pagina del sito associativo sono formulate nella stessa maniera di come avete dato dimostrazione a me e a tutti i lettori di “usare e gestire”?

Esistono appropriate sedi dove potrà rispondere, non si affanni a farlo qui tanto la sua parola, in base a queste inconfutabili prove, lascia veramente il tempo che trova e il web, lo sappiamo, è una miniera d’informazioni e gli internauti non sono degli sprovveduti.

Ai lettori… ardua sentenza.

Alex Vitale

Technorati Tags: , , , ,

logo-definitivo-completoCome tanti sanno, AltoMareBlu è un progetto di DBATrade che ne sviluppa la strategia e la piattaforma web. Il nuovo logo e la nuova grafica (presto in linea) è stata realizzata grazie alla collaborazione con il fantastico duo Giorgia Copponi e Daniel Di Pietro di Zeego Web Design Roma, tante innovazioni e un nuovo capitolo di questo straordinario progetto web sta per essere scritto. In questo contesto d’innovazione e rivoluzione d’immagine, si raccolgono i frutti di quanto fatto grazie agli autori e scrittori che animano ed alimentano il blog AltoMareBlu con storie, racconti e testi eccezionali riguardanti il mare, i motori, le barche ed il restauro.

A Roma il 15 aprile, Lungotevere Mellini presso il Circolo Ufficiali della Marina Militare si è svolta la premiazione del primo premio giornalistico/letterario intitolato al giornalista di mare Carlo Marincovich. La sede è bellissima e non sembra nemmeno di essere a Roma, la sala destinata al Premio Marincovich è gremita e spiccano anche tante alte uniformi che sono veramente molto belle da vedere, seduti in attesa di conoscere i vincitori dei premi, giornalisti, scrittori e comunque, tutti amanti del mare e amici di Carlo Marincovich.

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Gli editori/scrittori di AltoMareBlu premiati sono 3, Valeria Serra, Vittorio di Sambuy e Giovanni Panella; Valeria con il suo libro “Vento di Mare”, Vittorio con un articolo scritto per e su AltoMareBlu “La nascita del CVC”, Giovanni con l’articolo “Una barca di nome Creuza de mä” pubblicato su Genova Liguria Blu Magazine e AltoMareBlu.

Gli unici ad avere tre premiati, davanti a "Nautica" e a "Arte navale" che anche ne hanno due!

Non ci resta che augurare buon vento a tutto lo staff AltoMareBlu e invitare gli amanti del bello, dei testi scritti con amore e passione, a leggere e commentare questo blog che non smette di raccogliere sempre più apprezzamenti e riconoscimenti, la qualità e di scena!

Alex


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Questo mio post prende spunto da un articolo dal titolo: “In Internet mi gioco l’azienda” pubblicato su l’Espresso dell’11/03/2010 (pag. 152- 153 – 155) nella sezione Tecnologia a firma di Federico Ferrazza e con la collaborazione di Barbara Aversano.

Il sottotitolo è d’avvero singolare: “Marketing 2.0 – Poche luci e molte ombre” e si continua con:

Poca trasparenza. Scarso uso della Rete. Incapacità a comunicare con i social network. Troppe imprese italiane non hanno capito l’importanza della Web reputation. Rischiando di perdere la faccia. Ma anche i clienti.

Bell’articolo, questo è un dato di fatto ma ci sarebbero non poche precisazioni da fare come i dati e le citazioni fatte da studi che… a mio personale avviso, sono falsate dagli stessi istituti che li pubblicano con una certa serie di imprecisioni di chi, della rete, ne fa un uso prettamente commerciale senza mai fare un minimo riferimento ne alle fonti delle loro ricerche e ancor più grave, senza mai fare un minimo di ricerca effettivo verso i tanti “seri professionisti della rete” e mi spiego:

Questi istituti/aziende sono solite fare ricerche per grandi aziende, ne pubblicano i dati macroscopici e dimenticano che il paese Italia non è fatto solo di grandi Holding e di prodotti destinati ad una certa fascia di mercato ma da PMI (piccole e medie imprese) che nell’uso professionale della comunicazione via sito web e dei Social Network, ne fanno un uso limitato a causa dei relativi costi che spesso vengono confusi o “venduti” come servizi di Pubbliche Relazione o peggio: attraverso canali di editoria tradizionale e qui si apre un capitolo molto confuso e fonte di polemiche; andiamo per gradi…

web-marketingIl Web Design viene spesso confuso con “presenza in internet”, le web agency spesso si improvvisano anche a fare azioni di web marketing, è ovvio, è palese… con la crisi in atto e le trasformazioni che anche in rete si stanno vivendo, tanti ne stanno pagando le conseguenze, per questo “proporre” servizi ausiliari che diano anche una continuità di lavoro alle stesse web agency e per chi ci lavora, una nuova fonte di guadagno, un sostentamento quasi necessario ma… la qualità dei servizi proposti?

Quante web Agency sono in grado di fare SEM (Search Engine Marketing) e SEO (Search Engine Optimization) in maniera professionale?

Dagli esiti di varie richieste di preventivo e di collaborazione che mi sono giunte, il dato impressionante è la reale necessità delle aziende di “sanare” realtà legate ad azioni di uffici stampa o di web agency che non hanno prodotto risultati adeguati, di avere posizionamenti efficienti e “reali” e non solo scritti solo su dei contratti. Se ne deduce che, l’effetto immediato è che per avere un certo riscontro di popolarità, alcuni sprovveduti o avventurieri, approdano a canali come i social network… non conoscendo la comunicazione che si fa attraverso i social network si creano ulteriori e dannosi problemi come l’esposizione a possibili contestazioni o a inefficienze di servizi. E’ il rovescio della medaglia della “popolarità” in rete.

Tutt’altra storia quando è un professionista ad occuparsi di Web Marketing e comunicazione attraverso i social, il branding è necessario ma ne parlerò più avanti…

Anche per questi motivi, nascono servizi di “sponsorizzazione” o il buzz marketing che è basato sul passaparola, è di questi giorni la notizia che Wikio (L’attualità dai blog) acquista una nota agenzia di buzz marketing (articolo e commenti che suggerisco di leggere: Wikio Compra PromoDigital). E’ sempre più evidente che in Italia c’è un grosso problema di qualunquismo generalizzato, una disinformazione di massa e mi spiego: quanto stanno facendo le due aziende sopra citate, ne è un effetto chiaro; Wikio si vanta di essere il giornale digitale del futuro raccogliendo informazioni direttamente dai blog, dai feed RSS dei blogger che scrivono, commentano prodotti ecc… e fino a qui, nulla di male anzi; il problema è che si sono inventati di “sponsorizzare” gli articoli dei blogger pagandoli 66 euro in base a campagne “promozionali”. Non si tratta più di una rete libera e trasparente, pagando della pubblicità mirata, si veicolano informazioni che a fronte di un pagamento, non potranno che essere forzatamente buonistiche.

Quello che le aziende dovrebbero capire è che una sponsorizzazione è limitata nel tempo, un sito web aziendale seguito da professionisti “resta” nel tempo e si arricchisce con i commenti diretti dei clienti, è una fonte di ricchezza enorme per l’azienda stessa. Non si può dire il contrario altrimenti della rete e dello stesso Wikio, si dovrebbe scriverne un capitolo a parte o raccontare delle barzellette ma in Italia, tutto è possibile come “sfruttare” i blogger con questi sistemi. L’utente sarà in grado di capire se quell’articolo è sponsorizzato (forzato) o spontaneo? I contenuti che si troveranno negli indici di ricerca… saranno ovviamente quasi tutti simili? Google, come tratterà il link e gli articoli sponsorizzati? E’ un passo verso il passato e non verso il futuro e chi ci rimette, sono sempre le aziende che investono in queste forme di marketing.

Altro dato fondamentale di questa strana nazione Italia è legato a quei servizi “All Inclusive”, quei servizi che con poche centinaia di euro promettono posizionamenti ai primi posti in Google (primo danneggiato da queste politiche) e traffico di migliaia di utenti; vero, possibile, magari il numero degli accessi triplica, quadruplica raggiungendo dei picchi veramente impressionanti ma senza alcun risultato tangibile: il ROI (Return on investment, indice di redditività del capitale investito o ritorno degli investimenti). Qualche caso da me affrontato è riconducibile a grosse aziende di hosting e search che, come contorno, offrono questi servizi di promozione in rete. Il risultato è un investimento molto alto con dei ritorni sia di immagine che di veri contatti molto imbarazzanti ma, meglio tacere e immaginare che i dati che abbiamo letto nell’articolo di Federico Ferrazza siano tutti veritieri e basati su ricerche profonde, attente e non solo “pagate” da colossi come Adobe (citata nell’articolo).

Meglio quindi chiarire le idee e distinguere qual è il lavoro di una Web Agency, di Design e quant’altro, da chi fa Search Engine Marketing o Search Engine Optimization, settori indipendenti e complementari ma… tutte assieme devono fare parte di un progetto comune che parte dal professionista (o azienda specifica) che deve avere le giuste professionalità e conoscenze dell’uso della rete (SEM), del marketing dell’azienda e dei suoi prodotti, dei punti di forza come quelli di carenza e… sviluppare nell’insieme delle altrui competenze (design e SEO) un prodotto web che deve dare dei risultati, che può essere misurato, corretto ed evoluto nel corso del tempo.

Questo a discapito di tutte quelle forme tradizionali di comunicazione come: tv, carta stampata, pubblicità radiofonica, uffici PR , buzz marketing ecc… Cosa sto dicendo? Semplice, una progetto web può essere monitorato quasi in real time, ne si possono apprezzare le potenzialità in fase di progettazione, acquisirne i dati in fase di pubblicazione e “correggere”; immaginare la stessa cosa su una rivista specializzata che ha una sua vita di “edicola” su dello stampato… fatto l’errore o non avuto il risultato, quello che è stato fatto è definitivo. Esempi in tal senso se ne potrebbero fare tanti, anche nel campo televisivo si può dire la stessa cosa anche se i costi di uno spot pubblicitario, di produzione effettivo, non può essere paragonabile a un investimento nel tempo per la realizzazione di un sito web, perché? Se non sono un colosso, immaginare di avere uno spot tra i principali canali televisivi nazionali per un anno solare… costerebbe una cifra considerevole ma… c’è un ma che dovrebbe far comunque riflettere i più “tradizionalisti”; il web è mondiale mentre la televisione… resta nazionale! Questi i limiti di carta stampata e affini, televisione.

I Social Network, questi strani e complessi strumenti che talvolta portano ad aprire sezioni speciali in cliniche per curare disturbi della personalità o della “dipendenza”… vanno usati con consapevolezza e moderazione. La condivisione non è una necessità come non lo è avere un numero infinito di “followers” o di fan. Per le aziende, sistemi come Twitter e FaceBook non possono essere altro che il veicolo di “comunicazione/dialogo” anche attraverso messaggi rapidi o chat con la propria clientela. Veicolare anche attraverso queste forme di comunicazione il marchio aziendale, le novità ecc.. è logico, utile e si fa branding ma tutto questo, deve essere comunque parte di una regia che tenga sempre ben presente il core business aziendale, raccogliere dati e feedback dall’utenza, creare relazioni privilegiate, fornire assistenza diretta e tutta una serie di potenzialità che solo la rete sviluppata da professionisti può dare.

L’articolo dell’Espresso è un articolo che comunque merita di essere letto, personalmente non mi sono piaciuti i titoli che talvolta possono indurre a pensare della rete in maniera negativa, con l’Italia come fanalino di coda di tante realtà europee e internazionali nei settori di comunicazione e marketing web, non mi ha fatto particolarmente piacere. La Brand Reputation non è un capitolo facile da affrontare, i casi sono tanti e anche quelli menzionati nell’articolo, sono situazioni che hanno comunque fatto scuola a chi fa questo mestiere professionalmente, non c’è nemmeno da dimenticare la facilità di accesso alla rete che… in altri paesi è gratuita, ma noi in Italia, paghiamo l’accesso più caro di tutta Europa; anche questo dovrebbe far riflettere.

L’interazione tra il SEM e l’addetto marketing di una azienda deve essere forte, basato sul rispetto e sulla reciproca fiducia, con queste semplici basi, si cresce assieme nel web e i risultati non possono che dare forza a migliorare i progetti.

Dare l’idea che la rete non sia una opportunità per le nostre aziende, per le PMI italiane, non è un messaggio corretto.

Alex

La vignetta è di Altan che ne detiene i diritti.

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Dopo aver parlato di Poken e della possibilità di interagire attraverso i social network, il social si evolve e se anche in una fase embrionale e poco conosciuta in Italia, Linkedin network mette a disposizione una funzione per iPhone via Bluetooth molto simile a Poken: in Person.

Tanti potrebbero obbiettare il paragone ma…  l’applicativo è gratuito, il network interagisce con feed e ha in se, quelle potenzialità per diventare uno strumento simile a Poken che a differenza di iPhone, che è attualmente il telefono più venduto ed utilizzato, la diffusione di Poken non sembra essere così estesa come il noto telefono della mela.

Come tutte le belle cose, Poken avrebbe dovuto avere un supporto differente, uno sviluppo più veloce anche nel rispetto della crescita di tutti i social network, l’imbattibilità di un software gratuito e integrato in un telefono ha notevoli vantaggi che non sono trascurabili, non ho un “aggeggio” in più da portare con me ed è discutibile anche il design di Poken tranne che per la versione Pulse, i “pupazzetti” lasciano veramente molti dubbi a quanti lo guardano.

Forse un target veramente basso, adolescenti e non “professionisti” è l’obbiettivo di Poken?

Linkedin in Person invece, nasce come “opzione” di un software web già largamente utilizzato e diffuso, in versione mobile, gli ultimi aggiornamenti hanno risolto molti dei limiti che aveva rispetto alle funzionalità possibili rispetto al software web. Non è certo un gadget l’iPhone, è uno smartphone a tutti gli effetti e oggi si arricchisce con questo applicativo che potrebbe presto raggiungere gli obbiettivi che Poken non ha raggiunto: sostituire il biglietto da visita tradizionale con un software.

Un applicativo che, via bluetooth trasferisca i dati personali, ci connetta al network Linkedin, permetta di avere tutte quelle informazioni per seguire la persona anche attraverso tutti gli altri canali social; inutile dire che le possibilità di applicazione e l’immaginazione di quelle che potrebbero essere le potenzialità, non hanno veramente limiti.

linkedin iphone inperson iphone inperson linkedin

Ecco cosa si legge di in Person sul blog di Linkedin:

Connect In Person

LinkedIn for iPhone has added a number of new features, but we expect many will want to try out In Person.  Leveraging the new Bluetooth capabilities in iPhone 3.0, In Person allows you to find and connect with other people running the LinkedIn application in real time.

Connect In Person

LinkedIn per iPhone ha aggiunto una serie di nuove caratteristiche, ma ci aspettiamo che molti vorranno provare di persona. Sfruttando le nuove funzionalità Bluetooth in versione 3.0 iPhone, in Person ti permette di trovare e connettersi con altre persone che esegue l’applicazione LinkedIn in tempo reale.

Inutile dire che Poken è una buona intuizione è stato un gadget, uno strumento di condivisione e un software carino ma… secondo me, si è perso nell’evoluzione del prodotto, sviluppare o tentare di immaginare un design o una interattività anche come Linkedin con un software su iPhone… magari il suggerimento lo do io in questo momento e ne sarei contento, magari ci faranno sapere in anteprima la realizzazione di un software Poken per iPhone!

Aspettiamo e vediamo… per gli utilizzatori di Apple iPhone, non dimenticate di attivare il Bluetooth e di avvicinare i due telefoni con in Person attivo e… benvenuti nel network professionale!

Alex

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frontpage-birdIl titolo dell’articolo è chiaramente una provocazione ma è anche una verità e i SEM e i SEO possono tranquillamente affermarlo; non è tagliando i costi alla comunicazione e al web che si risolvono le difficoltà economiche di una qualsiasi azienda.

Gli uffici stampa, i siti web, i canali di comunicazione e di editoria tradizionale, registrano un calo degli inserti pubblicitari, dei servizi stampa, delle richieste di ottimizzazione o di realizzazione di siti web finalizzati ad un uso commerciale con posizionamento ai primi posti nei motori di ricerca; dati alla mano, chi ha seguito e ancora tutt’oggi ha scelto di “continuare” a dare fiducia ai professionisti della rete, hanno mantenuto il mercato e in tanti casi, si sono “rafforzati”. google

Non serve avere imprese, studiare azioni marketing se non se ne sa comunicare il loro valore, promuovere i servizi, i prodotti; ancora peggio è immaginare che per ridurre i costi, si è “costretti” a chiudere i canali di comunicazione e promozione del proprio brand. La crisi economica ha prodotto una serie di reazioni e quella più evidente è la riduzione effettiva dei fondi e delle persone destinate al lato comunicativo delle imprese ma… è fuori ogni indiscutibile discussione che il web è il mezzo più economico per promuovere una attività.

imagesSe in Europa si è notato un notevole incremento delle PMI che hanno scelto internet come “veicolo” promozionale dei singoli brand, in Italia è sempre più evidente la scarsa conoscenza del mezzo internet, degli strumenti come RSS e l’utilizzo “smodato” di software come Flash, lo scarso impiego di campagne in mailing list e di strumenti come i Pay Per Click ne sono la testimonianza. Il solito fanalino di coda, l’Italia è legata ad una vecchia concezione di web marketing e di “educazione” rivolta alle PMI, alle piccole imprese e ditte individuali che potrebbero invece avere una diversa visibilità e possibilità commerciale.

Perché dei loghi dei principali social network in questo articolo? Solo per evidenziare che… se l’anno appena passato è stato definito come l’anno dei social, l’aver sentito affermazioni come: il futuro del web e del posizionamento e dei motori di ricerca è social… trova nei mie studi un pensiero assolutamente contrastante poiché, analizzando il web e i dati di siti internet, mi consentono di poter affermare che i social non sono affatto così “determinanti” sia per i posizionamenti che per veicolare dei prodotti, sia per le novità e quant’altro ma fanno parte di tutto il mondo che orbita attorno al marketing web e alla ricerca, con una distinzione netta tra FaceBook e Twitter, nel primo le ricerche sono possibili ma ancora imperfette e ne comunicano delle prossime e funzionali modifiche, tante le possibilità di creare note, pagine, gruppi, gestire immagini e quant’altro molto basato sul viral attraverso applicativi da condividere, pagine fan… abbastanza invasivo. Twitter risulta essere all’opposto, minimalista in 140 caratteri, un uso molto più rapido con ricerche più “corrette” più semplice e “discreto” rispetto a FaceBook.

twitterLe campagne ideate, sperimentate e attuate attraverso i social network, hanno di rilevante la “frequenza” di utenti, l’interazione tra gli utenti e i realizzatori ma non il ritorno in termini di ROI, di certo si veicola il marchio, lo si promuove come immagine ma di risultati degni di investimenti non se ne vedono come per twitter, pochi caratteri con link e tante altre interazioni “rapide” ma… quanto servirà tutto l’impegno profuso verso queste “piattaforme” se gli italiani ancora non lo usano?

Il futuro non è di certo “non essere” presenti nei motori di ricerca, avere un sito web non visibile è come non averlo come non essere strutturati con un efficiente e moderno ufficio stampa, promuovere e aggiornare la propria utenza attraverso Feed RSS, mailing list, e-mail marketing e quant’altro… è come voler fermare il tempo per non “subire” la crisi mondiale che stiamo vivendo; ma se si chiudono i canali di comunicazione, togliamo “risorse” e non investiamo in comunicazione, non è che la crisi ce la procuriamo da soli?

In Italia gli imprenditori, le PMI, il terziario e il mondo del web marketing… è pronto ad affrontare il problema di “non conoscenza” delle possibilità che il mondo della tecnologia e del web ha da offrire? SEM e SEO… pronti a spiegare come e quali sono le strade “possibili” da percorrere per essere nel magico e sempre in crescita mondo del web?

Se riuscite a fermare il tempo… vi prego di informarmi, io continuerò a comunicare e a credere nel mezzo web augurando come sempre il mio motto: in bocca a Google!

Alex

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Poken biglitto da visita digitale

Ecco una nuova rivoluzione nel mondo digitale… nasce “il biglietto da visita digitale” Un utile gadget per tenere in contatto le persone scambiando dati personali e sostituendo il “classico” biglietto da visita, interagendo con i social network.

In un era rivolta verso il futuro, un biglietto da visita digitale che sfrutta tutte le possibilità di connessione come  i Social Network.

I dati personali possono essere scambiati con un clik che vengono archiviati e gestiti su una piattaforma personalizzata dell’utente Poken.Il biglietto da visita digitale può essere personalizzato e “gestito” dall’utente Poken, ed inoltre tutte le persone che hanno in condivisione il biglietto da visita, veranno automaticamente aggiornati in seguito alle modifiche apportate dall’utente Poken.

Una penna USB con un aspetto simpatico o “serio” con la versione Pulse che funziona anche come pendrive con una capienza da 2 Gb, quest’ultimo è stato oggetto di nostre “torture”, provato e configurato per apprezzarne le funzionalità e potenzialità di questo “biglietto da visita” senza carta!

La compatibilità con i social network è totale, FaceBook, MySpace, Xing, Linkedin, Twitter, Skype, GTalk, basta avvicinare il proprio Poken ad un altro e… dopo la luce verde di avvenuto trasferimento, i dati sono tutti trasferiti e gestibili nell’interfaccia web, i dati saranno sempre aggiornati e non sarà più necessario “scambiarli” nuovamente!

Le possibilità di personalizzazione è delle più varie, si può implementare una campagna pubblicitaria, un lotto di Poken che presenti ai loro utilizzatori un’interfaccia creata per un determinato brand, prodotto, evento… E’ inoltre possibile personalizzare la stampa dei “corpi” del Poken come da es. è immaginabile il “logo” della propria azienda anche se, il vincolo è la quantità di Poken da produrre in versione brandizzata ecc… .

Poken Eventi, il Poken può essere il veicolo di presentazione di un nuovo prodotto, per informare di eventi, conferenze ecc… un esempio di utilizzo? Dotare le hostess di “particolari Poken” che, scambiando dati con i partecipanti all’evento, consentono la diffusione del materiale informativo, broshoure, tutti strumenti simpatici per fare promozione.

Poken

Poken Pulse Poken biglietto da visita

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BarCamp – Seo Camp Parma; bisognerebbe già partire dalla definizione di “BarCamp” e quanto vissuto oggi, mi ha fatto riflettere molto.

Andiamo per gradi e cominciamo a fare “comunicazione” per quanti non sono addetti ai lavori o si improvvisano nell’organizzazione di incontri tra professionisti e cito testualmente da Wikipedìa la definizione di barCamp:

BarCamp è una rete internazionale di non conferenze aperte i cui contenuti sono proposti dai partecipanti stessi.

Gli eventi si occupano soprattutto di temi legati alle innovazioni sull’uso del World Wide Web, del software libero e delle reti sociali.

Il nome di BarCamp si rifà al termine foobar già utilizzato dagli hacker: i BarCamp, infatti, sono nati in risposta ai Foo Camp, una “non-conferenza” annuale, su invito, ospitata dall’editore di testi sul software libero Tim O’Reilly.

BarCamp è una non-conferenza, così come solitamente intendiamo per conferenza, che nasce dal desiderio delle persone di condividere e apprendere in un ambiente aperto e libero. Il BarCamp è una non-conferenza collaborativa, dove chiunque può “salire in cattedra”, proporre un argomento e parlarne agli altri, con lo scopo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione dei temi legati al Web. Una non conferenza (unconference) quindi una riunione il cui tema di discussione è deciso dai partecipanti piuttosto che prestabilito in anticipo dagli organizzatori, una riunione aperta i cui contenuti vengono proposti dai partecipanti stessi.

Da questo, l’elenco di argomentazioni proposte già alla presentazione, non mi è sembrata molto “on-line”… un “moderatore” unico per tutti, può sembrare autoreferenziale e quindi, non corretto. Per quello che riguarda il programma, dal sito del BarCamp SEO Camp Parma cito testualmente:

Argomenti e temi dibattuti

  • statistiche, visite e conseguenze sull’indicizzazione (si, avete letto bene)
  • attendibilità dell’informazione e autocertificazione
  • ottimizzazione dei testi
  • ottimizzazione del codice
  • analisi seo
  • scelta delle keywords e ROI relativi
  • spam (ciao IL_NOME il mio zio mi ha consigliato Vii e ora passo alcuni cerchi)
  • strategie seo (bassa concorrenza, media concorrenza, alta concorrenza)
  • ottimizzazione di WordPress
  • evoluzione del mercato, che facciamo quando arriva il social network? (si, parliamo di morte del SEO e SMO)
  • affiliazione altruistica (trasparente) o mascherata? Strategie del rispetto per gli utenti Vs. conversioni elevate
  • wiki, wikipedia e google sidewiki
  • oltre il muro dell’attendibilità: linkbaits, social engineering, link exchange o… tutti e tre? 
  • sottrazione di keywords aziendali su adwords e ppc, come reagire
  • project management: botnets, link builders tipo scimmie marine o social-cloud-computing? (argomento ampio, non so se faccio in tempo)
  • cosa ci chiedono i clienti, e cosa rispondiamo in cambio (e in quanto tempo)

Ok, belle le intenzioni e si comprende la buona volontà ma forse è il caso di approfondire l’argomento BarCamp prima di organizzarne un altro ma entriamo nello specifico di quello che ho sentito al SEO Camp di Parma oggi:

  1. E’ necessario approfondire come è cosa fa una figura professionale come il SEM;
  2. è indispensabile capire come funziona una pagina web e come viene interpretata dai motori di ricerca;
  3. fattori interni al sito ed esterni, il link builders, la loro funzione e valenza;
  4. chi è il SEO e cosa dovrebbe fare;
  5. semantica e validazione di codici come XHTML e CSS;
  6. il marketing “tradizionale” e il web marketing;
  7. il copywriting e le interazioni con i SEM e SEO (scrivere e ottimizzare contenuti per i motori di ricerca);
  8. le campagne Pay per Clik;
  9. i media tradizionali e la differenza con il web;
  10. i social network e il loro utilizzo;
  11. lo spam presente negli indici dei motori di ricerca;
  12. chi fa posizionamento nei motori di ricerca e chi sfrutta i social come i forum SEO (vedi GT);
  13. il viral web marketing, effetti a breve termine e i danni che può provocare;
  14. l’etica professionale nel mondo del web marketing e degli operatori SEO;
  15. la consulenza SEM e SEO finalizzata al business to business tra web agency e professionisti di posizionamento;
  16. l’utilizzo degli strumenti di analisi e la corretta lettura dei dati;
  17. l’utilizzo delle sitemaps, personalizzazione dei Feed RSS e la loro diffusione;
  18. la formazione dei futuri SEO per il posizionamento sui motori di ricerca ecc…

Questi punti solo per iniziare e non basterebbe un solo pomeriggio per dare modo di far dibattere tutti i professionisti che intervengono ad un BarCamp; è quindi necessario organizzarsi dando la possibilità di 15’ di tempo per ogni partecipate e “discutere” o dividere in sale tematiche, organizzare dei workshop, case study e non è escluderei… (la metto come proposta effettiva) invitare dei potenziali clienti che sono i veri utilizzatori delle singole professionalità di freelance o delle web agency, dei SEM e SEO, cantarsela tra “addetti ai lavori”, serve a poco, molto poco ed è improbabile che un qualsiasi professionista, approfondito per quale possa essere, vada a leggere siti di SEO, non hanno tempo ma forse partecipando, essendo parte interessata allo sviluppo delle attività attraverso la rete, potrebbe essere una nuova meta da raggiungere per noi “professionisti della rete” che facciamo marketing e comunicazione.

Sentire oggi di posizionamento ancora basato su keywords… linkaggi selvaggi e landing page… lascia molto a desiderare.

Cosa mi è piaciuto del SEO Camp di Parma, i giovani e “il saggio”… non deve mai mancare il dialogo tra nuova generazione e l’esperienza della vecchia, i giovani sono una risorsa di inestimabile valore che deve essere tutelata e stimolata con l’esperienza che deve essere conquistata sul campo, il settore del web marketing è fatto di una continua ricerca, sperimentazione e di tanto amore per tutto quello che il mondo internet e che comprendono: grafica, programmazione, copywriting, ottimizzazione, analisi ecc… e si deve poi tradurre concretamente in realizzazioni di progetti di qualità.

Cosa mi auguro per il futuro? Che questi momenti di confronto, siano anche momenti di alfabetizzazione dei “potenziali” clienti sempre più vittime di improvvisati “guru di Google” per il posizionamento nei motori di ricerca, informare correttamente, la conoscenza rende “liberi” i mercati e favorisce la libera e onesta concorrenza.

In bocca al lupo a tutti… come sempre il mio motto è: “In Bocca a Google”…

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di Valentina Paoloni

Comunicare oggi è qualcosa di molto semplice e complesso allo stesso tempo. L’evoluzione tecnologica dei mezzi di comunicazione ci ha permesso di raggiungere condizioni impensabili che ci lasciano interagire ovunque e con chiunque, anche in tempo reale. L’arrivo delle chat e dei social network ha dato luogo ad una vera e propria rivoluzione mediatica, per non parlare poi dei forum e della blogosfera che hanno prodotto una generazione multimediale a tutti gli effetti. Il campo della informazione per tutti, gratuita e immediata, è ormai il caposaldo anche della notizia “fai da te”, generando una trasformazione dell’utente nel protagonista del mondo virtuale.

Chiunque può essere scrittore e giornalista, raccontando gli ultimi fatti personali e non, e dandone testimonianza tramite foto e video. Ormai nulla risulta impossibile al mondo virtuale, quello dove si può inventare una seconda vita a proprio piacimento, fuggendo da una realtà indesiderata. Eppure, anche in questo ambito, è necessario mantenere i piedi per terra, usufruendo dei mezzi di cui disponiamo nel miglior modo possibile, senza confondere la vita reale con quella sul web.

Inoltre, il raggiungimento di una connettività gratuita, grazie a WiMax (Worldwide interoperability for Microwave access) in varie parti del mondo, ha dato luogo ad un incremento di utenti in rete e ad un moltiplicarsi dei servizi che sono passati dalle modalità standard a quelle più all’avanguardia. Basta pensare, infatti, a tantissime metropoli come Londra che si sono impegnate a creare aree di connessione wireless sempre più ampie, contribuendo ad incrementare le occasioni di utenza e collaborando allo sviluppo di un mercato online sempre maggiore.

web marketing pmiDi conseguenza, comunque, sono cambiate le modalità di vita degli individui sempre più appassionati del web, tanto che, in ogni attimo della giornata, ci si ritrova sui social network per discutere del più e del meno, per sfogare le proprie amarezze, per trovare conforto e fare amicizia, forse perché risulta più facile aprirsi davanti a uno schermo piuttosto che ad un viso umano. E ancora, tali cambiamenti hanno provocato, positivamente e negativamente, una variazione non indifferente del linguaggio umano, sempre più stringato e ricorrente ad emoticons che si rifanno incredibilmente agli antichi geroglifici. Un ritorno al passato, questo, piuttosto significativo.

Professionalmente parlando, tutti questi mezzi sono altamente potenti per poter incrementare la propria visibilità, motivo per cui anche le PMI (Piccole e Medie Imprese) decidono di scegliere tali canali per fare pubblicità e aumentare i profitti. Un punto, questo, molto importante se si pensa che questa modalità è efficace perché in grado di raggiungere un target più ampio in minor tempo e a costo zero.

Le PMI dispongono attualmente della possibilità di esistere ed operare online, grazie alla comunicazione globale capace di unire chiunque, ovunque si trovi, anche in tempo reale. La comunicazione al computer, disponibile in tutte le lingue, è in grado di rendere visibili tutti, incrementando le richieste degli utenti e quindi le vendite, uscendo da confini territoriali.

Essere presenti in rete rappresenta per le PMI l’occasione per essere sempre reperibili e contattabili da potenziali clienti, pubblicizzando in maniera efficace, diretta e veloce i vari servizi offerti, e ottimizzando, di conseguenza, il rapporto tra venditore e acquirente.

Insomma, per chiunque desideri essere online, il canale web offre svariate opportunità per poter ottenere una pubblicità a basso costo ma assolutamente vincente, a partire da un accattivante sito internet gestito in maniera adeguata e ottimizzato per un buon posizionamento. Tale requisito è assolutamente fondamentale per una buona visibilità, raggiungibile, appunto, grazie al supporto di professionisti del web, capaci di individuare i punti chiave della rete.

Caratteristiche, queste, da tenere presenti se si desidera raggiungere il successo nell’era internet, dove la realtà, e quindi anche il mercato, viaggia online!

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di Valentina Paoloni

servizio ufficio stampa In un mondo in cui la visibilità è tutto, il ruolo dell’ufficio stampa diventa sempre più importante per chiunque desideri curare la propria immagine, interagendo con il pubblico in modo chiaro ed efficace. Ed è così che personaggi famosi, enti, istituzioni e imprese di piccolo, medio e grande calibro (PMI) investono in modo crescente sulla comunicazione, affidando all’addetto stampa il compito di creare un proficuo contatto con il mondo, riducendo le distanze ed incrementando i profitti.

L’ufficio stampa, rappresentato da un team o da un singolo individuo esperto in comunicazioni, si occupa di promuove il cliente attraverso un canale giornalistico, ma non solo. Oltre alla elaborazione di comunicati da inviare ai giornalisti, alla organizzazione di conferenze stampa, e alla formazione di un fitto network di contatti, compie anche delle azioni di marketing, studiando il mercato ed elaborando strategie di comunicazione altamente personalizzate a seconda dei casi.

Una conoscenza approfondita dei media e delle comunicazioni è alla base del mestiere di addetto stampa, sempre al passo con i tempi e con la continua evoluzione dei canali mediatici, basilari per una comunicazione di successo. Ed è così che l’uso del web attraverso siti, blog, portali e forum risulta fondamentale per un ufficio stampa, soprattutto oggi che l’intero mercato è proiettato sempre più in rete.

E’ importante precisare che l’attività dell’ufficio stampa, per ottenere i migliori risultati, deve essere pensata ed effettuata in merito ad ogni singolo cliente, a seconda delle diverse necessità e natura del prodotto da promuovere, dando luogo ad una strategia promozionale altamente personalizzata. Lo studio dei contesti, degli obiettivi, del target di riferimento e del prodotto sono infatti i punti di partenza per una buona promozione, mirata ed efficace. E’ fondamentale, quindi, che il cliente e l’addetto stampa lavorino in stretta sinergia collaborando con chi opera in settori specifici come il web marketing, così da sfruttare al meglio ogni singola occasione promozionale.

E non è un caso, infatti, che la parola comunicazione significhi proprio rendere partecipe, un punto, questo, che spiega concretamente la funzione dell’ufficio stampa, per una divulgazione di successo puntuale e vincente.

La comunicazione e l’evolversi del mondo del web marketing, hanno elevato il ruolo dei singoli professionisti a fondamentali figure indispensabili.

Ufficio Stampa, un costo personalizzato a seconda del servizio

Il costo base di un ufficio stampa deve comprendere i seguenti servizi:

  • Studio del prodotto
  • Ricerca e gestione di contatti
  • Elaborazione comunicati stampa
  • Contatti con la stampa e con relativi target di riferimento
  • Elaborazione network su rete
  • Rassegna Stampa
  • Elaborazione testuale di sito web
  • Elaborazione articoli e gestione del blog
  • Organizzazione e promozione eventi

Ovviamente, a seconda del tipo di promozione desiderata, è possibile pattuire il compenso con il cliente, raggiungendo un accordo in base alle varie possibilità.

Per contatti e informazioni: Valentina Paoloni.

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PWI - Premio Web Italia

E’ già qualche giorno che ne abbiamo avuto notizia e pubblicato ai lettori di altomareblu.com un articolo che avvisava dell’onore di essere tra i finalisti di un così prestigioso premio dedicato ai professionisti del web italiano.

Altomareblu è nella Rosa dei Finalisti dell’evento PWI Web Italia.

Dopo l’attesa per conoscere i nomi dei Finalisti, la sorpresa della mail che ci comunicava che altomareblu.com, è tra i finalisti della categoria Blog. Il concorso, composto da 50 tecnici ed esperti nelle varie discipline del web e del design, terminata la selezione delle candidature, la Direzione del Premio ha comunicato i nomi dei Finalisti della settima edizione di PWI Premio Web Italia per ogni categoria in gara, molti i siti, circa 2.347 candidature che si sono ridotte in nomination per l’ambito premio finale.

E’ molto bello essere arrivati in finale, 2 anni di intenso e continuo lavoro che è sotto le dita di tutti, l’archivio fotografico, il Registro delle Carene progettate dall’ing. Levi, le motovedette della Guardia Costiera, gli inseguimenti della Guardia di Finanza, i recuperi di imbarcazioni “storiche”, i restauri, l’OffShore Endurance, il modellismo, i commenti dei lettori… tutto questo e non solo… è Altomareblu, DbaTrade e Alessandro Vitale, seguono tutti i giorni questa piattaforma, ne curano gli aspetti tecnici e il posizionamento nei motori di ricerca.

Nei prossimi giorni, la Giuria dei Giornalisti del Premio PWI  avrà l’incarico di assegnare  il “Premio Critico della Stampa”,  tra i Giurati:

Gianni Riotta – Il Sole 24 Ore e Luca De Biase – Nòva24
Maria Andreetta – Il Sole 24 Ore Business Media
Giampiero Gramaglia e Carlo Giacobbe – Ansa
Antonio Caprarica e Gianni Lucarini – Giornale Radio RAI
Anna Ma sera – La Stampa Web
Giuseppe Smorto – La Repubblica.it
Francesco Meucci – La Nazione

Spetterà alla Giuria Finale il compito di valutare e scegliere i siti vincitori di questa edizione di Premio Web Italia, il verdetto definitivo lo si conoscerà il prossimo 16 luglio durante la Cerimonia di consegna dei Premi.

Non ci resta che aspettare augurando buon web a tutti, che vinca il migliore nella speranza di vedere un web sempre più bello, qualitativamente superiore e non futile e sterile, l’esperienza di navigazione, le velocità, la presenza nei motori di ricerca, fanno che un progetto come Altomareblu, sia un vero progetto web dedicato alla nautica, un punto di riferimento per chi vuole approfondire tematiche e storia della motonautica italiana ed internazionale!

Alex

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Alex Vitale

Alex Vitale SEO e SEM specialist italiano

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