Do you speak Googlese? SEO e il futuro del posizionamento nei motori di ricerca

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Google lancia “Google SearchWiki” e il mondo dei SEO incomincia a porsi delle domande sul futuro del posizionamento nei motori di ricerca.

searchWiKi-Google

Una rivoluzione non da poco, l’ennesima di Google, ma di cui si parlava da tempo, certo nel momento in cui queste “preferenze” dei singoli utenti diventassero parte dei criteri con i quali Google determina il posizionamento e la visibilità, sarebbe una cosa eclatante. Difficile sarebbe filtrare le preferenze “interessate” dei vari SEO, anche se l’influenza potrebbe esserci solo su vasta scala di giudizi per essere influenti nelle SERP, proprio per evitare manipolazioni.

Di certo l’intenzione del motore di ricerca di approfondire ulteriormente nell’advertising concentrandosi nella ricerca online è evidente ed è la natura stessa del “motore” che dovrebbe indurre i professionisti di questo settore a trarre le giuste considerazioni in merito, torniamo al Google SearchWiki, intrattenere sempre più le persone con gli applicativi degli account Google…

Do you speak Googlese? E’ proprio il caso di dirlo, il motore di ricerca vuole sempre più interagire con il suo utente registrato permettendo interventi attivi all’ordine dell’indice dei risultati, scrivere note, di votare ecc… Bello se si parla il googlese e mi autentico nel mio spazio del motore di ricerca, poter disporre di quello che serve e di eliminare quello che è superfluo; non sembra essere nulla di tanto diverso da altre applicazioni come, iGoogle, Google Reader, ecc. che, non bisogna dimenticare, non sono esenti da collegamenti sponsorizzati.

I professionisti si saranno resi conto che già dalla tool bar di Google, l’importazione dei siti preferiti, frequenze e tipo di ricerche e altre funzioni, i dati suggeriti dall’utente non hanno costituito fattore di “valutazione” determinante per il posizionamento, mi chiedo perché allarmarsi tanto per le evoluzioni di applicativi come il SearchWiki. Fa paura che l’interattività possa permettere di studiare le frequenze di ricerca e quanto noi regoliamo nel nostro account per definire i posizionamenti nell’indice generale?

Abbastanza improbabile e pilotabile, nascerebbero figure professionali che non farebbero altro che creare account con nomi fittizi e liste e voti finalizzati, non aiuterebbe Google a migliorarsi e a pulire gli indici generali dei risultati di ricerca ecc. E’ da molto tempo che è possibile interrogare la cronologia di ricerca del nostro account (possibile anche disattivarlo) e non risulta che ciò abbia favorito qualche posizionamento.

Certo, migliaia di utenti e una mole consistente di voti potrebbero essere dati interessanti per modificare una classifica di risultati ma ci sarebbero sempre i soliti siti ai primi posti, quelli storici con migliaia di pagine, negozi virtuali ecc… Ma la PMI che ha un sito web con contenuti originali e qualitativamente apprezzabili, curato e allineato alle policy di “tutti i motori di ricerca”, perché non dovrebbe avere le stesse possibilità di raggiungere le vette dei risultati? Perché non votato? Perché non inserito dagli accounters di Google?

Non credo che una politica del genere faccia il bene di un motore di ricerca, gli obbiettivi che qualsiasi motore dovrebbe poter offrire è la pertinenza dei risultati rispetto a query generata da utente, dare a tutti la possibilità di essere “trovati”, grandi e piccoli che siano. Avere innumerevoli altre funzioni ed associare “quasi sempre” gli AdSense, possibilità in più di trattenere l’utenza e veicolare traffico agli inserzionisti che si promuovono attraverso Google AdWords e si sa, i SEO sono degli ottimi clienti che non vanno penalizzati ma aiutati anche attraverso applicativi come il SearchWiki di Google ad aumentare le conversioni.

I SEO e ancora di più i SEM, sono figure importanti per i motori di ricerca, un sito ben realizzato sia a livello di codice (standard W3C), “scritto per i motori di ricerca”, che non violi le policy, sono tutti fattori che poi si vedono negli indici; la bacheca dalla Webmaster tools di Google permette la segnalazione di presenza di spam, segnalazione di siti che offrono link a pagamento e questo è decisamente sintomo che “gli esperti” in materia di posizionamento servono a Google anche per contrastare brutture e violazioni che si trovano in tutti gli indici di tutti i motori di ricerca; i furbetti del web esistono come gli smanettoni e gli sprovveduti, qualcuno in buona fede ma per la maggior parte dei casi, vere e proprie forzature create per fuorviare l’utente Googleiano e farlo atterrare in landing page con pubblicità, phishing e tante altre orrende quanto inutili oscenità del web moderno.

Google come un social network… si legge proprio di tutto in internet e nei vari blog sia di settore SEO che d’informazione tecnologica o del mondo web, quello che sembra essere “social” sarebbero i soli commenti dei singoli utenti; si ricorderà comunque anche la web reputation che è un campo molto delicato di questo immenso mondo della comunicazione digitale, immaginare dei commenti mirati a fuorviare o “deviare” traffico mirato, possibilissimo ma il motore sarebbe comunque e ancora in balia degli spammers e non si può immaginare quanto la lotta a queste forme virali impegni risorse a discapito dell’utenza Google.

Già, i link… vecchia storia di PR e affini, uno strumento che in passato ha avuto un suo peso nel mondo del posizionamento e oggi? Ha la stessa valenza? Non voglio analizzare questo fattore tuttavia, mi sembra quasi che sia stata una “bruttura” di Google dove, chi era bravo a veicolare link dall’esterno, grandi network di link (anche a pagamento), godeva di posizioni di rilievo, chi magari offriva un sito web “dignitoso” ma era carente di Page Rank… relegato a posizioni inferiori. Speriamo che nel futuro di Google ci siano meno fattori pilotabili e che le valenze siano date a quanti creano sempre un web originale e rivolto verso l’utenza, del resto le modalità di selezione di google Search Blog, suggerisce qualche spunto di riflessione!

Il futuro del web con Google? Mi sembrerebbe verosimile immaginare posizionamenti basati sulla qualità e non bisogna dimenticare che l’investimento di risorse umane che in passato ha caratterizzato il motore di ricerca, ha creato figure professionali come i Quality Raters, sempre molto legati alle pertinenze tra sito e AdSense ma comunque e sempre, persone che hanno dato “valutazioni” sia tecniche che di verifica di contenuti ecc., immaginare che questo sia il futuro… Orion non mi sembrerebbe la risposta più pertinente, questo ovviamente, per restare in tema di pertinenza e futuro.

Che siano scappate in passato affermazioni pesanti come: “I webmaster sono degli incompetenti” (Peter Norvig), non è un caso e aggiungo; chi è che si sta preoccupando di questo SearchWiki?

Il SEM, come “scrivere per i motori di ricerca”, sono cose che non si possono improvvisare e occorre avere tanta esperienza, professionalità e competenza in materia di Web Marketing come di SEO, un settore che si evolve a una velocità impressionante e che è destinato ad essere sempre più “selettivo” anche tra operatori oggi chiamati (anche impropriamente) SEO.

In bocca a Google, questo mi viene ironicamente da esclamare!!!

Alessandro Vitale

DBATrade Sem e SEO Web Agency

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2 pensieri su “Do you speak Googlese? SEO e il futuro del posizionamento nei motori di ricerca

  1. Béh certo che…

    se volessimo considerare ancora le directory per il posizionamento; Google sarebbe più facile da “strumentalizzare”.

    In bocca a Google; il mio motto!

    Alex

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