Dopo l’acquisto dell’algoritmo Orion, Google incomincia la sperimentazione…

Ori Allon, il creatore iraniano di Orion, dice che la pertinenza dei risultati e la profondità di queste ultime saranno ancora maggiori restituendo nella composizione dell’indice del motore di ricerca in base alla query (richiesta) inviata, un elenco di siti gerarchizzati per pertinenza e struttura.

Cosa si visualizzera negli indici?

Google-Orion sembra che riesca a scomporre i contentuti web per pertinenza creando un elenco di link selezionabili, un menù interattivo per approfondire la ricerca da uno stesso sito e distribuito intelligentemente per l’argomento di ricerca; sarà quindi facile intuire che dello stesso argomento il risultato nell’indice potrà essere proveniente da più siti o da uno solo imponendo un ordine di cronolologia, storia, evento ecc senza che l’utente sia obbligato a entrare nel sito per vederne i contenuti originali.

A questo punto verrebbe da chiedersi se è lecito sfruttare i testi dei siti da Google che, come sembra, visualizzerà direttamente nella sua struttura i contenuti o parti di esso, presenti nel sito…
Essendo Google una realtà a fini di lucro (Adwords ecc.), sarà poi tutto lecito?

Fattori esterni (link), Page Rank ecc… addio?

Possibile e non da escludere, sembra quasi che l’unico tool che possa servire a Google per catalogare i contenuti è e resti Sitemaps, lo scheletro del sito web che aiuterà nell’individuazione dei contenuti il motore di ricerca.

Considerando quanto letto e applicato da pochi, la W3C ha da tempo indicato il web futuro come una grande enciclopedia digitale, sfruttando già le ampie potenzialità dell’XHTML e del futuro web semantico, un motore di ricerca che si avvalga delle potenzialità di Orion sembra quanto mai verosimile, sempre di più sebra che il web del futuro sia con forti connotazioni XML e XHTML che, organizzato anche semanticamente, può certamente offrire necessarie indicazioni all’algoritmo Orion per l’indicizzazione nel motore di ricerca Google.

Commercialmente, gioco forza, restituendo dei risultati parziali dei contenuti dei siti, gli AdWords e gli AdSense, saranno indispensabili per quanti promuoveranno servizi o commercio elettronico non potendo più essere, con ottimizzazioni SEO e SEM, garantiti nei primi posti dell’indice dei risultati di Google ma catalogati per contenuti e pertinenza a quel determinato argomento o ricerca.

Tutto a vantaggio dell’utente che sarà comunque felice di avere indici puliti e pertinenti alle ricerche, il creatore di Orion li definisce “indici precisi” ma bisognerà vedere se e come i siti web saranno scansionati e categorizzati, la sfida sembra proprio nella struttura della creazione di un sito web, l’importanza dei contenuti e la possibile semantica; qui però ci sarebbe da aprire un capitolo sulle possibilità di spam e di tag forzati, pertinenza semantica e contenuti, descrittive meta e keywords ecc…

C’è da aspettare e vedere cosa accadrà a Google e ai siti indicizzati e catalogati, non è da escludere anche lo sfruttamento di DMOZ che nel tempo ha suddiviso per categorie i siti contenuti nei suoi indici, sitemaps aggiornate e pagine pertinenti, blog e Feed Rss; Orion o no, Google con questo algoritmo sembra aver dato l’ennesima dimostrazione di forza rispetto i diretti concorrenti Microsoft e Yahoo.

Il futuro dei SEO?

SEM e SEO diremo, forse indispensabili per adattare i siti a questi nuovi algoritmi, non più necessari se si crea un tool che permetta all’utente di creare un sito “adatto a Google” magari anche semanticamente e in XHTML… ci sembra che lo abbiano già fatto … (Google Pages Creator)

for dbatrade,
Alex

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3 Risposte to “Google prova Orion, pertinenza semantica e strutture web”

  1. 1 Administrator
  1. 1 Pagerank agonizzante e’ in arrivo Orion ?
  2. 2 Posizioanamento siti web, il futuro è Google Orion

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