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	<title>Commenti a: Costi del Web Marketing; la differenza di prezzi su servizi SEM e SEO</title>
	<link>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401</link>
	<description>Posizionamento siti web - SEM SEO XHTML CSS W3C Standard</description>
	<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 11:34:17 +0000</pubDate>
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		<title>di Servizi seo sem. Qualcuno dice la verità &#171; Emmetek Blog</title>
		<link>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401#comment-91695</link>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2010 09:39:50 +0000</pubDate>
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					<description>[...] Alex.  Ecco l'articolo:  http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401   Filed under: Web Marketing Leave a comment     Comments( [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Alex.  Ecco l&#8217;articolo:  http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401   Filed under: Web Marketing Leave a comment     Comments( [&#8230;]
</p>
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		<title>di Cosa sapere del posizionamento sui motori di ricerca</title>
		<link>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401#comment-88268</link>
		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 19:53:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401#comment-88268</guid>
					<description>[...] Si d&#8217;accordo, ma cosa è un SEM e cosa è un SEO? Ne ho avuto modo già di parlarne in &#8220;Posizionamento sito web, meglio statico o dinamico e Costi del Web Marketing; la differenza di prezzi su servizi SEM e SEO &#8220; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Si d&#8217;accordo, ma cosa è un SEM e cosa è un SEO? Ne ho avuto modo già di parlarne in &#8220;Posizionamento sito web, meglio statico o dinamico e Costi del Web Marketing; la differenza di prezzi su servizi SEM e SEO &#8220; [&#8230;]
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		<title>di Search Engine Strategie; SES 2007 Milano</title>
		<link>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401#comment-28553</link>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2007 20:07:55 +0000</pubDate>
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					<description>[...] Non è una necessità di formazione come alcuni e ridondanti SEO continuano a scrivere, quello che ci vorrebbe è un pò di umiltà che non guasterebbe a rendendosi conto che ci vorrebbero più sessioni dedicate per le esigenze degli intervenuti, definire i targets. Questo comunque non agevolerebbe la presenza di una web agency ad un costo così poco accessibile e in un recente post, evidenzio anche i miei perché. (Costi del Web Marketing; la differenza di prezzi su servizi SEM e SEO) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Non è una necessità di formazione come alcuni e ridondanti SEO continuano a scrivere, quello che ci vorrebbe è un pò di umiltà che non guasterebbe a rendendosi conto che ci vorrebbero più sessioni dedicate per le esigenze degli intervenuti, definire i targets. Questo comunque non agevolerebbe la presenza di una web agency ad un costo così poco accessibile e in un recente post, evidenzio anche i miei perché. (Costi del Web Marketing; la differenza di prezzi su servizi SEM e SEO) [&#8230;]
</p>
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	<item>
		<title>di Matteo</title>
		<link>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401#comment-26571</link>
		<pubDate>Tue, 22 May 2007 07:33:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401#comment-26571</guid>
					<description>Aggiungo un cosa al volo: ho conosciuto molti ragazzi stranieri, spesso provenienti dai paesi del nord Europa: tra di loro l'alfabetizzazione informatica è molto diffusa, anche tra chi non ha una passione o una preparazione specifica. Non è raro trovare chi sappia realizzare semplice pagine internet, piccoli script php, chi sappia risolvere un piccolo problema con Windows.
Ma questa cultura deve essere favorita anche dalle istituzioni, soprattutto quelle formative (quando andavo al liceo, e si parla di una quindicina di anni fa, la nostra sala computer era costituita da "potentissimi" 8086 con drive da 5" 1/4, ed io ne sapevo più del professore).
Guardiamo poi tra i nostri rappresentanti politici: qual è l'età media? Quanti di loro hanno una conoscenza consapevole della rete? A me vengono in mente solo Gentiloni e Cortiana.
Non dimentichiamo poi che la rete telefonica italiana è in mano ad una ditta privata e di fatto monopolista, e questo non favorisce certo l'accesso alla conoscenza.
Insomma il quadro della situazione è preoccupante e non favorisce molto l'emergere di figure professionali qualificate.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo un cosa al volo: ho conosciuto molti ragazzi stranieri, spesso provenienti dai paesi del nord Europa: tra di loro l&#8217;alfabetizzazione informatica è molto diffusa, anche tra chi non ha una passione o una preparazione specifica. Non è raro trovare chi sappia realizzare semplice pagine internet, piccoli script php, chi sappia risolvere un piccolo problema con Windows.<br />
Ma questa cultura deve essere favorita anche dalle istituzioni, soprattutto quelle formative (quando andavo al liceo, e si parla di una quindicina di anni fa, la nostra sala computer era costituita da &#8220;potentissimi&#8221; 8086 con drive da 5&#8243; 1/4, ed io ne sapevo più del professore).<br />
Guardiamo poi tra i nostri rappresentanti politici: qual è l&#8217;età media? Quanti di loro hanno una conoscenza consapevole della rete? A me vengono in mente solo Gentiloni e Cortiana.<br />
Non dimentichiamo poi che la rete telefonica italiana è in mano ad una ditta privata e di fatto monopolista, e questo non favorisce certo l&#8217;accesso alla conoscenza.<br />
Insomma il quadro della situazione è preoccupante e non favorisce molto l&#8217;emergere di figure professionali qualificate.
</p>
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	<item>
		<title>di Alex Vitale</title>
		<link>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401#comment-26518</link>
		<pubDate>Mon, 21 May 2007 23:59:25 +0000</pubDate>
		<guid>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401#comment-26518</guid>
					<description>@Matteo,

Chiaro e puntuale come un Quality Rater deve essere. E' la freschezza e la schiettezza dei giovani come te che mi fanno ben sperare per il futuro di un settore complesso e molto articolato dove, non sempre i "reali" valori vengono apprezzati ma travestiti da autocelebrazione (prendendo spunto dal commento) a discapito di qualità e inquinamento degli indici di ricerca.

I clienti sono i danneggiati ma comunque colpevoli di scarsa preparazione in materia. I professionisti del settore, generalizzando, molto poco avezzi a chiarire al cliente che non è come comperare un sacco di patate o aver regalato un vasetto di marmellata tipica, il web marketing; questo sconosciuto...

Etica SEO? Ci sarebbe da scrivere non poco in merito come il pressapochismo legato a quanti si propongono di "formare" SEO con un semplice e costosissimo corso; d'accordo le basi ma arrivare ad essere un buon SEO, ne deve scorrere di esperienza, intuizione, ricerca frenetica e continua fatta di vero e proprio lavoro sul campo. Dimostrazione potrebbe essere data dai tanti SEO che non curano il proprio sito o che non sono nelle prime pagine nei motori di ricerca.

Ho solo un dubbio riguardo la figura del SEM. In realtà le due figure sono legate e molto fa il progetto che si deve andare ad implementare in un concetto di posizionamento e strategia web. In un contesto di Marketing web, la figura di un SEM è di fondamentale importanza per la riuscita e l'accrescimento costante del progetto stesso, il SEO è quasi un secondo step che mette in pratica quella che sono le indicazioni del SEM traducendo una strategia in tecnica operativa. Le altre figure potrebbero essere quella del designer nel suo campo di rappresentazione grafica, il programmatore lato server ecc...

Riguardo l'utilizzo ti tecniche "spam", lasciano il tempo che trovano, un serio professionista non farebbe mai uso di tali tecniche perché potrebbe compromettere il risultato finale oltre che, creare anche un possibile danno. Etica o serietà, professionalità o pressapochismo finalizzato a facili risultati... questo fa capire il perché nel post ho chiaramente espresso le mie perplessità su costi elevati che non sono assolutamente sinonimo di qualità. Per quanto, anche il monopolio di un motore rispetto agli altri, falsa non di poco la scena anche se la nuova classificazione delle pagine di Google che manderà in pensione il famigerato PageRank, potrebbe ben presto creare dei problemi ai SEO faciloni.

Non è assolutamente da sottovalutare che da tempo negli indici di Google, pagine con PR molto bassi sono posizionate avanti ad altre con PR molto più elevato. Questo però è ancora tutto da provare perché, dove si è avuta una elevata competitività di risultati, il fattore link-PR è stato ancora troppo determinante al fine del posizionamento.

L'osservazione della piccola e piccolissima impresa italiana la trovo corretta, è pur vero che prima o poi dovranno aprire gli occhi se non vogliono rimanere il fanalino di coda dell'Europa. Accellerare anche nella facilità di connessione come già capita in tanti altri paesi dell'Unione, è possibile accedere in internet quasi ovunque e gratuitamente, immaginiamo gli incrementi di utenza presente in internet, un potenziale che crescerebbe esponenzialmente...

Chi si svende oggi per un pezzo di pane, dovrà presto correre ai ripari, la crescente consapevolezza del mondo dell' IT non potrà tardare ad arrivare e il fattore di "ignoranza" (colui che ignora - non conosce) ben presto sarà sostituito da persone competenti e determinate che sapranno valutare le esperienze marketing delle web agency italiane. L'astuzia per una impresa determinata ad essere presente nei motori di ricerca non deve essere nel risparmio del servizio ma nel ritorno che deve dare il servizio.

Grazie del commento, continua a leggerci,
simpaticamente,

Alex</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Matteo,</p>
<p>Chiaro e puntuale come un Quality Rater deve essere. E&#8217; la freschezza e la schiettezza dei giovani come te che mi fanno ben sperare per il futuro di un settore complesso e molto articolato dove, non sempre i &#8220;reali&#8221; valori vengono apprezzati ma travestiti da autocelebrazione (prendendo spunto dal commento) a discapito di qualità e inquinamento degli indici di ricerca.</p>
<p>I clienti sono i danneggiati ma comunque colpevoli di scarsa preparazione in materia. I professionisti del settore, generalizzando, molto poco avezzi a chiarire al cliente che non è come comperare un sacco di patate o aver regalato un vasetto di marmellata tipica, il web marketing; questo sconosciuto&#8230;</p>
<p>Etica SEO? Ci sarebbe da scrivere non poco in merito come il pressapochismo legato a quanti si propongono di &#8220;formare&#8221; SEO con un semplice e costosissimo corso; d&#8217;accordo le basi ma arrivare ad essere un buon SEO, ne deve scorrere di esperienza, intuizione, ricerca frenetica e continua fatta di vero e proprio lavoro sul campo. Dimostrazione potrebbe essere data dai tanti SEO che non curano il proprio sito o che non sono nelle prime pagine nei motori di ricerca.</p>
<p>Ho solo un dubbio riguardo la figura del SEM. In realtà le due figure sono legate e molto fa il progetto che si deve andare ad implementare in un concetto di posizionamento e strategia web. In un contesto di Marketing web, la figura di un SEM è di fondamentale importanza per la riuscita e l&#8217;accrescimento costante del progetto stesso, il SEO è quasi un secondo step che mette in pratica quella che sono le indicazioni del SEM traducendo una strategia in tecnica operativa. Le altre figure potrebbero essere quella del designer nel suo campo di rappresentazione grafica, il programmatore lato server ecc&#8230;</p>
<p>Riguardo l&#8217;utilizzo ti tecniche &#8220;spam&#8221;, lasciano il tempo che trovano, un serio professionista non farebbe mai uso di tali tecniche perché potrebbe compromettere il risultato finale oltre che, creare anche un possibile danno. Etica o serietà, professionalità o pressapochismo finalizzato a facili risultati&#8230; questo fa capire il perché nel post ho chiaramente espresso le mie perplessità su costi elevati che non sono assolutamente sinonimo di qualità. Per quanto, anche il monopolio di un motore rispetto agli altri, falsa non di poco la scena anche se la nuova classificazione delle pagine di Google che manderà in pensione il famigerato PageRank, potrebbe ben presto creare dei problemi ai SEO faciloni.</p>
<p>Non è assolutamente da sottovalutare che da tempo negli indici di Google, pagine con PR molto bassi sono posizionate avanti ad altre con PR molto più elevato. Questo però è ancora tutto da provare perché, dove si è avuta una elevata competitività di risultati, il fattore link-PR è stato ancora troppo determinante al fine del posizionamento.</p>
<p>L&#8217;osservazione della piccola e piccolissima impresa italiana la trovo corretta, è pur vero che prima o poi dovranno aprire gli occhi se non vogliono rimanere il fanalino di coda dell&#8217;Europa. Accellerare anche nella facilità di connessione come già capita in tanti altri paesi dell&#8217;Unione, è possibile accedere in internet quasi ovunque e gratuitamente, immaginiamo gli incrementi di utenza presente in internet, un potenziale che crescerebbe esponenzialmente&#8230;</p>
<p>Chi si svende oggi per un pezzo di pane, dovrà presto correre ai ripari, la crescente consapevolezza del mondo dell&#8217; IT non potrà tardare ad arrivare e il fattore di &#8220;ignoranza&#8221; (colui che ignora - non conosce) ben presto sarà sostituito da persone competenti e determinate che sapranno valutare le esperienze marketing delle web agency italiane. L&#8217;astuzia per una impresa determinata ad essere presente nei motori di ricerca non deve essere nel risparmio del servizio ma nel ritorno che deve dare il servizio.</p>
<p>Grazie del commento, continua a leggerci,<br />
simpaticamente,</p>
<p>Alex
</p>
]]></content:encoded>
				</item>
	<item>
		<title>di Matteo</title>
		<link>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401#comment-26513</link>
		<pubDate>Mon, 21 May 2007 20:53:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://pro.dbatrade.com/wordpress/?p=401#comment-26513</guid>
					<description>Ciao, complimenti per l'articolo, che mette sul fuoco molti interessanti spunti di discussione.
La mia idea è che si sia un problema culturale di fondo (da cui poi discendono tutte le magagne del settore IT): la scarsa cultura informatica nel nostro paese.
Se andiamo a considerare la realtà produttiva tipica italiana, ovvero le piccole e piccolissime imprese, vediamo come l'utilizzo delle nuove tecnologie sia, salvo casi rari e felici, del tutto sottodimensionato; la classe dirigente, ovvero la generazione precedente la nostra, non riesce a figurarsi le potenzialità della rete o del mezzo informatico; molti vedono il computer come uno strumento strambo ed incomprensibile e, quando possono, ne delegano l'utilizzo ad altri. Le nuove generazioni non offrono molte speranze in più, fatto salvo ovviamente chi ha una preparazione specifica.
Questi individui, quando per amore o per forza si trovano nella necessità di determinate figure professionali, si muovono ciechi e spaesati tra costosissimi consulenti pluridecorati (che ti promettono il podio su Google) da una parte e frotte di giovani smanettoni con conoscenze inadeguate che si svendono per un pezzo di pane.

Ho visto lavori realizzati da noti esperti di search engine optimization (non faccio nomi) far uso di chiare tecniche di "spam" (fare il quality rater serve, eh ;-) ).
Inutile poi un piazzamento al primo posto se questo non si traduce in click... ma tanto il lavoro dell'"esperto" a quel punto è finito... (già, perché si tende a distiguere il concetto di SEO da quello di SEM, quando invece il primo andrebbe ricompreso nel secondo)

Credo insomma che i tempi non siano ancora maturi perché certe figure professionali trovino la loro giusta collocazione: vedo troppo pressapochismo ed autocelebrazione; purtroppo vige la regola, molto conosciuta negli ambienti del marketing, secondo la quale un costo alto fa percepire un prodotto di qualità. Chi ne faccia le spese di tutto questo mi pare ovvio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, complimenti per l&#8217;articolo, che mette sul fuoco molti interessanti spunti di discussione.<br />
La mia idea è che si sia un problema culturale di fondo (da cui poi discendono tutte le magagne del settore IT): la scarsa cultura informatica nel nostro paese.<br />
Se andiamo a considerare la realtà produttiva tipica italiana, ovvero le piccole e piccolissime imprese, vediamo come l&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie sia, salvo casi rari e felici, del tutto sottodimensionato; la classe dirigente, ovvero la generazione precedente la nostra, non riesce a figurarsi le potenzialità della rete o del mezzo informatico; molti vedono il computer come uno strumento strambo ed incomprensibile e, quando possono, ne delegano l&#8217;utilizzo ad altri. Le nuove generazioni non offrono molte speranze in più, fatto salvo ovviamente chi ha una preparazione specifica.<br />
Questi individui, quando per amore o per forza si trovano nella necessità di determinate figure professionali, si muovono ciechi e spaesati tra costosissimi consulenti pluridecorati (che ti promettono il podio su Google) da una parte e frotte di giovani smanettoni con conoscenze inadeguate che si svendono per un pezzo di pane.</p>
<p>Ho visto lavori realizzati da noti esperti di search engine optimization (non faccio nomi) far uso di chiare tecniche di &#8220;spam&#8221; (fare il quality rater serve, eh ;-) ).<br />
Inutile poi un piazzamento al primo posto se questo non si traduce in click&#8230; ma tanto il lavoro dell&#8217;&#8221;esperto&#8221; a quel punto è finito&#8230; (già, perché si tende a distiguere il concetto di SEO da quello di SEM, quando invece il primo andrebbe ricompreso nel secondo)</p>
<p>Credo insomma che i tempi non siano ancora maturi perché certe figure professionali trovino la loro giusta collocazione: vedo troppo pressapochismo ed autocelebrazione; purtroppo vige la regola, molto conosciuta negli ambienti del marketing, secondo la quale un costo alto fa percepire un prodotto di qualità. Chi ne faccia le spese di tutto questo mi pare ovvio.
</p>
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